G. Scaglione, Abitare la fortezza. La fondazione del Borgo Vilhena a Malta nel XVIII secolo

Giuseppe Maimone Editore

2022

p. 202

Con l’espressione “centro di nuova fondazione” viene generalmente identificato un nucleo urbano abitativo nato da un preciso intento politico e sulla base di una pianificazione urbanistica circoscritta e spesso realizzata in tempi definiti. Abitualmente, soprattutto nelle fondazioni praticate durante l’età moderna, le scelte legate alla conformazione dello spazio, inteso come sede principale della vita di una comunità, richiamavano delle specifiche definizioni geometriche a loro volta caricate di significati simbolici che rinviavano a differenti modelli ideali. 

L’idea di questo volume nasce dalla volontà di provare a ricostruire, attraverso la consultazione di una vasta ed eterogenea documentazione archivistica, le vicende storiche e sociali che lungo tutto il Settecento scandirono la genesi e la crescita del Borgo Vilhena a Malta. Si trattò di una iniziativa abitativa utile ad attenuare il problematico sovrappopolamento della vicina La Valletta, la cui pianificazione venne affidata, nel 1724, dall’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme all’ingegnere militare Charles François de Mondion. L’insediamento venne eretto all’interno dello spiazzo della Floriana, un’area a vocazione militare circoscritta da una imponente cinta bastionata, realizzato per dare maggiore protezione alla capitale e per questo motivo destinato a restare strategicamente libero da ingombri, che in caso di assedio sarebbero stati utilizzati come ripari dai nemici. 

La costruzione delle case sottostava a dei rigidi “criteri” edilizi che avrebbero permesso una eventuale facile demolizione con successiva raccolta delle macerie all’interno delle rispettiva cantine. Lo status di precarietà vigente sulle strutture del borgo, di cui i proprietari erano perfettamente a conoscenza, dimostra che le esigenze di carattere militare difensivo avevano la priorità sull’uso civico dello spazio. Si trattava di un espediente architettonico legato alla “paura”, stato d’animo che a Malta echeggiava inevitabilmente al ricordo del terribile Grande assedio del 1565, e che di conseguenza ha conferito alla fondazione del Borgo e al suo successivo sviluppo delle caratteristiche di estrema unicità, inedite per lo spazio continentale mediterraneo ma frequenti in uno spazio di frontiera. 

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