Alessandro Carassale – Produzione olearia e traffici commerciali nel Mediterraneo del lungo Settecento: una comparazione tra aree ad elevata specializzazione colturale (1709-1815) – Data del conseguimento: 23/07/2021

Autore: Alessandro Carassale

Titolo: Produzione olearia e traffici commerciali nel Mediterraneo del lungo Settecento: una comparazione tra aree ad elevata specializzazione colturale (1709-1815)

Relatore: Prof. Paolo Calcagno

Università: Università degli Studi di Genova

Intitolazione del Dottorato: Studio e valorizzazione del patrimonio storico, artistico-architettonico e ambientale

Ciclo: XXXIII

Data del conseguimento: 23/07/2021

Abstract:

Nel corso del Settecento la coltura dell’olivo conobbe il massimo sviluppo in molte regioni dell’Europa mediterranea facendo continuamente oscillare il suo limite altimetrico e geografico di espansione. Il presente lavoro intende fornire, in primo luogo, un quadro generale del consolidamento dei fondi olivati nei vari ambiti del grande mare interno (dall’Andalusia al Mezzogiorno francese, dalle coste tirreniche a quelle dell’Adriatico, dal Maghreb alle penisole e arcipelaghi dello Ionio e dell’Egeo) nel periodo compreso tra gli anni della guerra di successione spagnola e l’epoca napoleonica; delle stesse aree vengono poi descritte le differenti pratiche di impianto e di cura dell’olivo, come pure di frangitura e di conservazione dell’olio.

Alla base delle dinamiche espansive dell’oliveto vi furono ragioni di convenienza o, se si preferisce, di adattamento a un mercato che evolveva rapidamente. Gli enormi investimenti di capitali e di lavoro nelle campagne italiane appaiono dettati dall’urgenza di avere quantità d’olio eccedenti rispetto alle necessità locali da immettere con una certa continuità nei circuiti commerciali internazionali in modo da soddisfare la crescente domanda della derrata da parte degli operatori francesi (dei fabbricanti di sapone di Marsiglia in primis) e del Nord Europa.

Questa proiezione verso la realtà esterna è stata oggetto della nostra disamina. In particolare sono stati resi intelligibili i grandi lineamenti organizzativi che connettevano Porto Maurizio e la Riviera ligure (una delle principali protagoniste della produzione olearia) all’Europa, l’entità dei traffici lungo gli assi principali, la definizione e l’ubicazione dei nodi (porti) che presiedevano ai più importanti scambi con vasti hinterland urbanizzati e capitali regionali periferiche. L’esame e l’incastro delle informazioni ha permesso di ricostruire gli assetti societari delle principali ditte olearie operanti sul territorio ligure di ponente, di accertare il loro volume d’affari e di ricomporre la trama delle alleanze concluse vuoi a livello locale, vuoi sulle piazze francesi e atlantiche.

Di sicuro il lungo e ponderato lavoro sulle fonti ha messo in evidenza molti aspetti inediti di un’importante realtà mercantile ed imprenditoriale periferica, di cui si poteva lamentare una narrazione finora alquanto sfumata.