Alessandro Lo Bartolo – Lo Stato territoriale di Alessandro de’ Medici. Istituzioni amministrative e governo del Dominio agli inizi del principato (1530-1537) – Data del conseguimento: 29/05/2020

Autore: Alessandro Lo Bartolo

Titolo: Lo Stato territoriale di Alessandro de’ Medici. Istituzioni amministrative e governo del Dominio agli inizi del principato (1530-1537)

Relatore: Prof. Andrea Addobbati

Università: Università degli Studi di Pisa

Intitolazione del Dottorato: Storia

Ciclo: XXXII

Data del conseguimento: 29/05/2020

Abstract:

L’oggetto della ricerca è il governo del territorio soggetto a Firenze tra la fine dell’assedio e la morte di Alessandro de’ Medici (1530-1537): cruciale momento di fondazione del principato, nonché uno dei meno studiati. L’obiettivo è indagare alla radice i processi che portarono i principi di casa Medici a impostare un’azione amministrativa più attenta alle esigenze dei sudditi ma anche, al tempo stesso, in grado di coinvolgere più efficacemente la ‘periferia’ nei progetti del ‘centro’. Attraverso l’analisi di documentazione perlopiù trascurata – in particolare quella prodotta dalle magistrature preposte ai rapporti con le comunità soggette, i ‘Cinque conservatori’ e gli ‘Otto di pratica’ – è stato possibile ricostruire l’amministrazione del Dominio in questi anni, la quale sembra quasi anticipare, o comunque certamente premettere, le ben più note riforme del principato di Cosimo I (1537-1574). Lo studio ha anche permesso di illuminare, oltre alle modalità operative, le cause che spinsero Alessandro e i suoi più fidati collaboratori (che in gran parte passarono al servizio del successore) a cercare supporto e legittimazione al di fuori delle mura della dominante: come l’ambiguo rapporto dei Medici con l’aristocrazia fiorentina, i recenti esempi di infedeltà del Dominio, l’esigenza di rafforzare il regime in questa fase delle Guerre d’Italia, soprattutto dopo la morte di Clemente VII, nonché l’emergere di una concezione del ‘governo’ in direzione della ‘governamentalità’ descritta da Michel Foucault.